I bandi europei. Da dove partire?

  • finanziamenti europei
  • 9 Novembre 2022
come funzionano i bandi europei

Che tu sia un’azienda, una PMI, un ricercatore, un ente pubblico o il terzo settore, ogni volta che avrai pensato di integrare i bandi europei nella strategia di sviluppo dei tuoi progetti ti saranno apparse nella mente queste domande:

Dare risposta a queste domande aiuta a capire come approcciare i bandi europei e da dove partire e oggi ci proviamo insieme!  

Come funzionano i bandi?

I bandi sono un atto di diritto amministrativo con cui un Ente finanziatore destina delle somme di denaro a dei soggetti beneficiari, ovvero le realtà che hanno i requisiti per partecipare ai bandi.

Di bandi esistono diverse tipologie:

I bandi di finanziamento di progetti hanno lo scopo di stanziare delle risorse economiche per lo sviluppo di progetti che possano risolvere dei problemi comuni individuati dalle politiche dell’Ente finanziatore.

Ad esempio, il programma Horizon della Commissione Europea, che finanzia diverse tematiche, potrebbe finanziare un progetto di ricerca che sviluppa nuovi materiali e che sarebbe così in grado di rispondere al problema della carenza di materie prime che stiamo affrontando da diversi mesi.

Ma ecco anche un altro esempio: Europa Creativa, il programma della Commissione Europea, dedicato alla cultura finanzia progetti che possano far varcare i confini nazionali delle opere teatrali, musicali o della produzione letteraria di ogni Stato membro. In questo modo i progetti finanziati rispondono all’esigenza del finanziatore di garantire che le opere nazionali europee possano essere conosciute anche in altri Stati europei.

Ricapitolando: i bandi finanziano progetti che possono realizzare le politiche dell’Ente finanziatore.

Esiste anche un’altra tipologia di bando: gli incentivi.

Gli incentivi sono per lo più destinati alle aziende e servono per aumentare la competitività e la produttività della aziende nazionali; questi bandi sono generalmente gestiti dai Ministeri competenti per materia.

Come si trova il bando giusto?

Per capire qual è il bando giusto bisogna svolgere un assessment, ovvero una valutazione di fattibilità.

Assessment significa rivolgersi a un consulente esperto che analizzerà il tuo progetto attraverso alcune domande specifiche e successivamente analizzerà i programmi di finanziamento. Con queste attività, potrà individuare i programmi più pertinenti e i bandi in linea con i tuoi obiettivi progettuali e l’impatto che è in grado di creare il tuo progetto.

Quali sono i tempi?

Ogni call of applications di un programma di finanziamento europeo e ogni bando nazionale o regionale (fondi a gestione indiretta) fornisce informazioni chiare e precise sui tempi post invio della domanda e sulle tempistiche di erogazione, che variano da alcune settimane a diversi mesi.

Ma questa è solo l’ultima fase.

Partecipare ai bandi è un percorso che parte con l’individuazione del bando giusto, passa per la scrittura e l’invio del progetto e si conclude con il periodo di valutazione e la pubblicazione della graduatoria.

Anche le tempistiche di questi passaggi variano a seconda della complessità del progetto e dello stato di avanzamento dei documenti utili alla presentazione della domanda.

Se il progetto candidato risultasse idoneo al finanziamento e quindi rientra in graduatoria l’Ente finanziatore invita alla firma del “grant agreement” (contratto di finanziamento), e successivamente viene erogato l’importo finanziato a fondo perduto.

È importante ricordare inoltre che il bando non copre mai il 100% delle spese di progetto a fondo perduto, ma una percentuale che varia da bando a bando, che sia un finanziamento diretto o indiretto.

L’infografica che segue riassume l’iter di un percorso di partecipazione ai bandi.

Bandi europei: la check list per partire

Se vuoi approfondire l’argomento trovi altre informazioni nell’articolo pillole di strategia per partecipare ai bandi

Chi si occupa dei bandi europei?

Ora che abbiamo compreso cosa sono i bandi, come trovare quello giusto e che tempistiche prevedono, non resta che individuare chi si occupa di tutte le pratiche necessarie alla domanda. In altre parole, conosciamo chi è e cosa fa un consulente amministrativo.  

Il consulente amministrativo per la partecipazione ai bandi è una figura altamente specializzata che ha frequentato corsi di specializzazione e generalmente ha un background giuridico o economico.

Ha skills di progettazione, programmazione, gestione dei progetti e una spiccata dote per il problem solving, scrive molto bene almeno in altre due lingue oltre all’italiano e studia tanto, soprattutto le politiche europee.

Il consulente potrebbe non essere l’unica figura necessaria per partecipare al bando.
Spesso i progetti richiedono anche la predisposizione della parte tecnica (es. esperti di business plan, agronomi, ingegneri). Per questo, il consulente si avvale di tecnici ed esperti di business plan e sa a chi rivolgersi per completare la domanda di partecipazione.
Avere un consulente di fiducia è un vantaggio anche in questo senso: ti potrà aiutare nell’individuazione e nel coordinamento degli altri professionisti coinvolti, o mettere a tua disposizione la sua squadra di lavoro.

Il consulente si occuperà anche di tutta la burocrazia: non prenderla come un’attività minore, spesso piccole sfumature possono portare all’esclusione della tua domanda.