Umana o Artificiale: approcciare i bandi con intelligenza

L’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale convivranno sempre più, anche nel grant writing, ma un progetto finanziato è un progetto che ha l’obiettivo di generare un impatto e rispondere alle politiche dell’Ente finanziatore, e per quanto un prompt possa essere ben fatto, non è ancora in grado di sostituirsi alla capacità di lettura degli scenari di un professionista.

Usiamo i prompt con intelligenza per alleggerirci di alcune task spesso noiose, ma non affidiamo al prompt l’intero project design perché un prompt scritto bene oggi, potrebbe essere un problema di implementazione domani se non accompagnato dalle dovute analisi e dal know how del professionista.

Partecipare a un bando e ricevere un finanziamento non è solo scrivere bene, è conoscere le regole, conoscere gli scenari politici, conoscere i contesti, è ascoltare, è generare, è interazione umana.

L’intelligenza Artificiale (AI) sta rivoluzionando molti settori, e il mondo della progettazione europea non fa eccezione. Ma attenzione: se da un lato l’AI può essere uno strumento potente per alleggerire alcune task, dall’altro l’abuso o l’uso improprio rischiano di compromettere la qualità e l’implementazione dei progetti finanziati.

AI nel Grant Writing: Strumento Prezioso, non sostituto del professionista

È innegabile: l’AI può velocizzare alcuni processi. Può suggerire titoli di progetto accattivanti, sintetizzare testi per rispettare i limiti di caratteri, proporre KPI e benchmark, o aiutare nella preparazione di tabelle e nel proofreading. Questi sono tutti utilizzi validi e che possono rendere il lavoro più efficiente.

Tuttavia, come anche richiesto dalla Commissione Europea, l’AI dovrebbe essere un strumento di revisione piuttosto che generativo, e se usata per generare contenuti, andrebbe dichiarato. La narrazione che un progetto possa nascere “a colpi di prompt” è fuorviante e potenzialmente dannosa.

I rischi dell’abuso: progetti “perfetti” ma inattuabili

Un prompt ben formulato può descrivere al valutatore uno scenario ideale, ma la realtà è ben diversa la maggior parte delle volte. Spesso, questi progetti, pur essendo tecnicamente perfetti sulla carta, si rivelano difficili da implementare nella pratica. I consorzi non sono realmente ingaggiati, manca la condivisione degli obiettivi o l’accordo sul budget. Questo può portare a un serio problema etico nella gestione del progetto finanziato e, nel peggiore dei casi, alla restituzione dei fondi se il progetto non funziona.

Un progetto finanziato con il solo ausilio di prompt, costruito ad hoc sul bando, potrebbe sì essere approvato, ma avrà difficoltà a produrre gli obiettivi e a generare un impatto reale.

Il valore inestimabile dell’intelligenza umana nel project design

Ciò che nessun prompt può generare è il “project design creato dall’intelligenza umana”. Ovvero la capacità di leggere gli scenari, ascoltare il territorio e i beneficiari, coprogettare con l’organizzazione, e accompagnare l’organizzazione nello sviluppo strategico della progettualità, nell’implementazione e nella realizzazione dei risultati.

Partecipare a un bando e ottenere un finanziamento non è solo questione di “scrivere bene”, ma di conoscere le regole, gli scenari politici e i contesti, di ascoltare e di generare interazione umana. L’AI può alleggerire alcune task, ma non può sostituirsi alla capacità di un professionista di analizzare gli scenari e apportare il proprio know-how.

Le linee guida della Commissione Europea: un faro per l’uso responsabile dell’AI

Sebbene l’uso dell’AI nel grant writing non sia proibito, è disciplinato, in particolare dalla Commissione Europea. Le “Living Guideline on Artificial Intelligence in Research” (dedicate principalmente a Horizon ma con principi trasversali) offrono indicazioni fondamentali.

Progetti europei e intelligenza artificiale

Guida in pillole – Punti Chiave delle Linee Guida UE:

Il principio più importante è quello di usare l’intelligenza artificiale come strumento di revisione piuttosto che strumento generativo, e se viene utilizzata come strumento generativo andrebbe dichiarato.

Conclusione: AI e intelligenza umana, un binomio vincente

L’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale sono destinate a convivere sempre più, anche nel grant writing. L’AI può essere un ottimo alleato, ma solo se in “mani esperte” che sanno come usarla e, soprattutto, come revisionare il suo output. Non si deve affidare al prompt l’intero project design, perché un prompt ben scritto oggi potrebbe generare problemi di implementazione domani se non accompagnato dalle dovute analisi e dal know-how del professionista.

Usiamo l’AI per alleggerire le task noiose, ma ricordiamo che un progetto finanziato ha l’obiettivo di generare impatto e rispondere alle politiche dell’Ente finanziatore, e questo richiede la capacità di lettura degli scenari che solo un professionista possiede.

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